Un tramonto in barca a vela. Un silenzio che dice tutto.
Qualche giorno fa, durante il viaggio Yoga & Vela, ho guidato una sessione di Yoga Nidra al tramonto. E mentre parlavo, con il sole che si abbassava sul mare e le persone distese in ascolto, ho avuto una sensazione netta:che veniva dal cuore, un grazie condiviso, in cui la natura era una sola cosa con me, con noi.
Non c’era musica, non c’erano parole. Solo un silenzio carico. Occhi chiusi, respiro lento. Ma dentro, una commozione fortissima. In quel momento, il mio cuore sapeva – come lo sa da anni – che la gratitudine è una porta che si apre. Sempre.
La gratitudine non è una frase. È una pratica.
Non è una posa gentile, non è ottimismo forzato. È un allenamento. Perché la mente dimentica, ma il corpo si ricorda. E allora serve ripetere, respirare, riscrivere lo sguardo ogni giorno.
Il mio percorso “21 giorni di gratitudine” nasce proprio da qui: dall’urgenza di creare uno spazio quotidiano dove coltivare questa presenza.
Cosa succede in questi 21 giorni?
- Una mail ogni mattina scritta da me. Vera, viva, diversa ogni volta. La leggi in pochi minuti, ma lascia un segno per ore.
- La domenica, una piccola sfida di decluttering. Non solo nel cassetto, ma nella testa, nel cuore.
- Esercizi semplici, parole, gesti per allenare il muscolo della gratitudine e tornare a sentirti piena — anche quando fuori sembra mancare qualcosa.

E sì, ogni volta leggo tutte le risposte. Sempre. È un dialogo vero.
Si parte il 21 giugno.
21 giorni. Una mail al giorno. Un piccolo grande atto di fiducia nella vita.
PS: È il terzo anno che accompagno gruppi in questo viaggio. Ogni volta accade qualcosa. Ogni volta qualcuno mi scrive: “Non pensavo bastasse così poco per sentirmi così diversa”.



